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Il Comitato scientifico per la salute, l’ambiente e i rischi emergenti (SCHEER) dell’Unione europea (UE) ha pubblicato un lungo progetto di studio intitolato “Rischi potenziali per la salute umana dei LED“.

Il Comitato ha concluso che non esiste alcuna prova di effetti negativi diretti per la salute della popolazione sana derivanti dai diodi luminosi (LED) in normali condizioni d’uso (apparecchi di illuminazione e display).

 

Ma perché un progetto di studio su questa materia?

Nel settore lighting, è in corso da tempo un dibattito sul fatto che, il picco di energia delle lunghezze d’onda corte, associato con la maggior parte dei LED che convertono, grazie al fosforo, la luce in colore bianco, possa rappresentare un rischio per l’occhio umano. Anche il Dipartimento dell’Energia Americana (DOE) ha affrontato più volte la questione e diversi articoli tecnici sono stati pubblicati su questo argomento tra cui uno studio di IEC.

L’UE aveva incaricato SCHEER di studiare la questione in modo scientificamente esauriente allo scopo di valutare l’impatto dell’energia blu sugli occhi e sulla pelle delle persone.

Il comitato, al termine dei lavori, ha stabilito che la tipica esposizione umana all’energia prodotta da apparecchi di illuminazione e display che utilizzano diodi a LED è di molto inferiore ai limiti di sicurezza stabiliti.

Inoltre, il rapporto ha dichiarato che l’assenza di luce ultravioletta (UV) nelle sorgenti a LED contribuisce a ridurre negli esseri umani il rischio derivante da fronte di energia UV presente in altre sorgenti luminose e nel sole. Le conclusioni della relazione sono state immediatamente accolte con favore da Lighting Europe (organizzazione dei produttori Europei di apparecchi di illuminazione). Ourania Georgoutsakou, segretario generale di Lighting Europe, ha dichiarato che “uno degli obiettivi chiave di Lighting Europe è quello di informare il mercato sull’illuminazione di buona qualità e di sostenere i consumatori nel fare scelte informate”.

Il rapporto peraltro menziona alcune situazioni potenzialmente problematiche nell’utilizzo dei LED. Tra esse il disagio da abbagliamento associato all’utilizzo dei LED nei proiettori delle automobili e in altre applicazioni. In ogni caso, nel rapporto si sostiene che il problema dell’abbagliamento abbia un impatto temporaneo e non permanente sugli esseri umani sani. Il rapporto cita anche i riflessi relativi all’illuminazione stradale, ma sottolinea che si tratta di un problema dovuto soprattutto alla progettazione. Peraltro la diffusione degli apparecchi di illuminazione stradale a LED ha favorito l’efficienza energetica rispetto alla qualità.

Ed infine la relazione conferma che alcuni prodotti a LED possono avere un impatto maggiore sul ritmo circadiano rispetto alle fonti tradizionali, ma continua anche a sostenere che non esistono prove che i disturbi circadiani portino ad effetti negativi per la salute. Questione che di sicuro contrasta con quello che riportano molti scienziati e che si pone al centro dello sviluppo dei prodotti HCL.

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